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Una teoria per i tributaristi

Questo sito vuol contribuire a una teoria della tassazione, conciliando quella ragionieristica attraverso le aziende con quella valutativa attraverso gli uffici. Pur cercando di essere comprensibile da tutti, parte da aspetti facilmente inquadrabili dagli operatori del settore. www.giustiziafiscale.com   si rivolge invece direttamente agli opinion makers e agli esponenti della pubblica opinione. Sull'organizzazione sociale in generale www.organizzazionesociale.com

Home Pubblicazioni La valutatività del diritto e la discrezionalità
La valutatività del diritto e la discrezionalità PDF Stampa E-mail

Il diritto si è trasformato in legislazione. Si amministra per legge e la macchina pubblica è paralizzata. C'è sempre una legge che ti consente di fare la cosa sbagliata, di non fare quella giusta o di compiere un abuso. Le decisioni si riparano dietro un tranquillizzante ombrello legislativo, si amministra per legge, con una crescente deresponsabilizzazione delle funzioni, e strumentalizzazione delle regole, per convenienza o peggio. In questo quadro, assumersi le proprie

 responsabilità è diventata una minaccia, e la valutazione, conseguente alla riflessione, quasi  un nemico  da combattere. Etichettata dietro un concetto negativo per definizione, definito come "discrezionalità". Nel 2005 avevo scritto un libro che avrebbe dovuto chiamarsi "discrezionalità, diritto e tributi", e che invece -dando stupidamente retta ad alcuni professori di diritto tributario, chiamai "società, diritto e tributi". Ne ripropongo, qui allegato,  il terzo  capitolo, cui faccio riferimento nel "diritto amministrativo dei tributi", a proposito del diritto come studio di valutazioni umane.  

 

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